Il servizio
Il Ruchè, come più volte sottolineato, è un vino di gran freschezza e agilità di beva (sulle produzioni Tradizionali), associato ad una buona-grande struttura in base alle vinificazioni e vendemmie adottate. Storicamente questa descrizione porta il degustatore a pensare che sia un vino "
pronto-subito".
E'comunque bene aprire la bottiglia con un certo anticipo, poiché le componenti volatili del bouquet, chiuse in un ambiente quasi completamente sprovvisto di ossigeno, hanno bisogno di aria per esalarsi, ma allo stesso tempo possono rapidamente scomparire. "
Stappare" una bottiglia con troppo anticipo, sarebbe controproducente, si rischia di perdere molto o parte dei profumi e dei sentori tipici di questo raro autoctono, circa 30 minuti prima del servizio è sufficiente per le produzioni Tradizionali, per le Selezioni azzarderei fino ad un'ora prima, soprattutto se siamo dinnanzi a produzioni provenienti da vendemmie in sovra-maturazione di Bricchi particolarmente elevati e con caratteristiche di terreno calcareo-argillose, o per l'affinamento prolungato in legno.
Sconsiglierei la decantazione in caraffa, eccezion fatta per le annate superiori ai 10 anni di affinamento in bottiglia, che com'è noto potrebbe formarsi la cosiddetta "
camicia", cioè un deposito spesso attaccato al vetro della bottiglia e dovuto al ferro. Come sappiamo il deposito è un fenomeno naturale di solidificazione di certe componenti, perciò non deve spaventare (questo avveniva soprattutto nelle vecchie annate, oggi raramente potrà capitare con la moderna enologia e l'adozione del concetto del freddo per la stabilizzazione del vino). In questo caso consiglio un'attenta decantazione o l'uso del cestello inclinato.
Per il servizio adottare sempre calici ampi e panciuti, siano essi a forma di tulipano (bicchiere Piemonte) o il ballon internazionale. Comunque il bicchiere, detto nel
gergo comune, dev' essere il classico a campana rovesciata con la cima che spazia verso l'esterno per dar la possibilità ai grandi profumi di emergere in modo adeguato.
Il Ruchè per tradizione consolidata si conserva molto bene anche a bottiglia aperta. Dopo l'apertura di una bottiglia si usa sovente ritapparla e berla nei giorni seguenti, ritrovando le medesime qualità tipiche ed intatte del vino. Questo a dimostrazion provata che il Ruchè è un vino di buona resistenza all'ossidazione.
La temperatura di servizio è un altro argomento di frequente discussione. In passato si prediligevano per i vini rossi temperature eccessivamente alte, di 20-22 gradi centigradi, che davano esplosioni ad alcolicità e sentori floreali eccessivamente invasivi. Oggi consiglio temperature più basse anche di soli 16° rispetto alle usanze del passato. La cosiddetta temperatura ambiente di circa 18° può esser un ottimo compromesso.