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La vendemmia Montalbera 2017

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La vendemmia Montalbera 2017

Questa vendemmia per chi ha saputo osservarla nel suo divenire regala grandi e insolite emozioni perché mai come quest’anno il vino è espressione liquida del silenzio.

La vendemmia Montalbera, così come nel resto del Monferrato, ha dovuto fare i conti con un’annata che ha visto e subito diverse avversità: brinate prima, la grandine dopo e una siccità infine che ha superato la casisitica del 2003. Montalbera, con le sue vigne a 280 metri slm, ha accolto una brina leggera e, soprattutto, è rimasta indenne alle grandinate che hanno colpito le vigne ad est, ma parliamo di circa 25 ettari su 160.

Racconta Luca Caramellino, enologo di grande esperienza, in Montalbera da quasi 15 anni: “Per fare un grande vino bisogna avere una grande uva ma, soprattutto, bisogna saperla interpretare. Questa è la parte più bella del mio lavoro, ciò che rende unico ogni millesimo”. Continua Luca, "pensiero, cuore e mani esperte di vigne antiche e moderne": “L’enologia e il vino non sono una serie di formule o di reazioni chimiche. Oggi fare vini cattivi richiede più impegno che fare vini discreti. Il nostro obiettivo è fare vini che sappiano emozionare. Ogni volta, ogni anno e in ogni vigna occorre che si instauri un rapporto intimo tra enologo e uva”.

Quest’anno i problemi più rilevanti sono stati la poca resa in liquido, la concentrazione dei precursori d’aroma, la povertà in sostanza azotata, i ph alti, le acidità basse, gli sfalsati tenori di sali minerali. Non si poteva dunque lavorare con una zonazione delle vigne, ma è stato necessario interpretare gli arrivi dell’uva, legandoli al proprio grado di maturità. 
Si è pensato quindi di iniziare con una vendemmia anticipata non badando al grado potenziale, ma bensì a uve con un ph basso in grado di mescolarsi nel tempo con gli ultimi arrivi di uva ad alto tenore zuccherino e bassa acidità. Abbiamo lavorato settimanalmente, scegliendo lieviti diversi, partendo con quelli a basso potere alcoligeno, capaci di sviluppare forti aromaticità, passando a lieviti in grado di esaltare il contenuto glicerico per arrivare a ceppi capaci di mantenere precursori di aroma nonostante alti tenori alcolici, fino a Saccharomyces bayanus in grado di affrontare tenori alcolici superiori a 14,5 gradi.

Per la prima volta Montalbera ha interpretato la sua uva in base ai tempi di maturazione e non alle diverse posizioni omologate dalla siccità estiva.

Il risultato… lo scoprirete nel bicchiere.